La Regione a favore dell’integrazione scolastica dei ragazzi disabili. Sono stati stanziati dalla giunta prima della pausa estiva 3,7 milioni di euro per l’integrazione scolastica e formativa degli studenti con disabilità, che nel Lazio sono in totale oltre 20mila. I finanziamenti sono assegnati alle cinque Province e sono destinati a sostenere iniziative e progetti sperimentali scolastici per la socializzazione, l’autonomia e l’apprendimento dei giovani. Il provvedimento, una delibera voluta dall’assessore alle Politiche Sociali, Anna Salome Coppotelli, in collaborazione con l’assessore all’Istruzione Silvia Costa, prevede un potenziamento degli interventi, grazie all’accorpamento delle risorse. I settori privilegiati di intervento saranno: il sostegno mediante l’impiego di figure professionali come l’Assistente educativo culturale, la fornitura di sussidi e ausili come i testi in braille ritenuti necessari dal Piano educativo individualizzato e l’istituzione di Ausilioteche presso gli istituti scolastici capofila. Le istituzioni scolastiche potranno presentare progetti, anche sperimentali, di sostegno per i ragazzi disabili.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286131
«Di fronte a un ragionamento politico si è risposto con gli insulti personali. Una caduta di stile che si commenta da sola». Il coordinatore escutivo del Pd di Bologna, Raffaele Donini, commenta la posizione del segretario provinciale Tiziano Loreti, ormai muro contro muro con il partito che governa Comune e Provincia e sostiene Sergio Cofferati. Ma è solo una spia, l’ultima della guerra senza quartiere nella sinistra bolognese già proiettata verso le prossime Comunali. E infatti Pd e Prc hanno divaricato le loro strade: correranno da soli, ognuna con il loro candidato. I democratici da parte loro non mancano di accusare gli ex alleati: «Ormai hanno scelto una deriva estremista».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286017
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Il Consiglio di amministrazione di Nie ha deliberato di affidare l’incarico di direttore responsabile de l’Unità a far data dal 25 agosto 2008 alla signora Concita De Gregorio. Antonio Padellaro firmerà il giornale fino a quella data. Questo avvicendamento è ritenuto funzionale al progetto di sviluppo e di innovazione de l’Unità soprattutto in direzione della multimedialità. Il Consiglio di amministrazione di NIE ha rivolto i suoi più vivi e non formali ringraziamenti ad Antonio Padellaro per quanto fatto per l’Unità in questi 7 anni di collaborazione ai massimi livelli. Il Consiglio di amministrazione ha infine espresso i suoi più fervidi auguri alla signora Concita De Gregorio». Anche il comitato di redazione de l’Unità augura buon lavoro a Concita De Gregorio: «La nomina del nuovo direttore, che fa seguito all’acquisto della testata da parte di Renato Soru, consente di chiudere definitivamente la fase d’incertezza che pesa da tempo sul giornale. Grazie anche all’impegno profuso dalla redazione è stato possibile mantenere aperta una prospettiva di sviluppo del quotidiano coerente con la sua storia, con la sua autonomia e con i valori di libertà, di democrazia e legalità, a difesa del mondo del lavoro e dei diritti vecchi e nuovi di cui si è fatta portatrice e che sono stati richiamati nella proposta di una Carta dei valori de l’Unità avanzata dalla redazione.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78273
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Zapatero chiude il rubinetto anche agli immigrati assunti in origine, ovvero a quegli stranieri che la Spagna assumeva nel paese di nascita e che lì rispediva finita la stagione di lavoro. Da ora si preferiranno i lavoratori senza impiego che risiedano su tutto il territorio nazionale, siano essi spagnoli o immigrati regolari, spiegano dal ministero del Lavoro. La grave crisi economica con la quale sta facendo i conti la Spagna (il Pil cresce allo 0,3%, l’inflazione supera il 5% e la disoccupazione sfiora il 12%) non consente più sgarri. In Andalusia, regione che ogni anno richiama centinaia di migliaia di temporeros per la raccolta di frutta e verdura, questa nuova linea è già divenuta realtà. Gli uffici di collocamento hanno chiamato i disoccupati iscritti al settore agricolo offrendo lavoro nella raccolta. I sì sono stati il 10% del totale, un numero che copre circa la metà dei posti offerti e che andrà a discapito dei lavoratori stagionali.Ma per molti il bello deve ancora venire. Il vero boom delle domande di lavoro arriverà nei primi sei mesi del 2009 quando i disoccupati - provenienti principalmente dall’edilizia - smetteranno di riscuotere l’assegno di disoccupazione e torneranno sul mercato. Per il governo - che in passato aveva parlato anche di corsi di specializzazione per immigrati non qualificati - la strada è chiara: usarli in sostituzione di quei lavoratori che prima si assumevano in origine, diminuendo così la disoccupazione e la possibilità che qualche stagionale decida di rimanere, illegalmente.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279840
Archiviato in: free news | Tag: aja, bashir, boia, bonino, corte, dell, equo, il, la, non, per, processo, usa
Emma Bonino vice-presidente del Senato ed esponente radicale, è stata una dei protagonisti della conferenza che, il 17 luglio 1998, si concluse con l’approvazione dello Statuto di Roma e l’istituzione della Corte Penale internazionale. «10 anni fa - dice - venne definita la natura dei crimini di guerra e contro l’umanità. Una svolta storica, oggi viene incriminato il sudanese Al Bashir; se venisse arrestato verrebbe giudicato secondo i canoni dello stato di diritto e non quelli del tribunale speciale che, in Iraq, sta processando Tareq Aziz che rischia la pena di morte». L’incriminazione di Al Bashir segna una svolta a 10 anni dalla nascita della Cpi. Secondo alcuni osservatori tuttavia si tratta di un passo azzardato e privo di effetti pratici..«Per prima cosa vorrei sottolineare che Al Bashir, primo capo di Stato in esercizio ad essere accusato del crimine più odioso che la Corte contempli, quello di genocidio, in caso di arresto verrebbe giudicato secondi i canoni di uno stato di diritto, con due gradi di giudizio e senza la possibilità che gli sia comminata la pena di morte. Viceversa, dopo anni di reclusione segreta, Tareq Aziz, uno dei più stretti collaboratori di Saddam Hussein, è al momento sotto processo al Tribunale Speciale per l’Iraq, un organo non previsto dalla Costituzione irachena, accusato di crimini commessi come Ministro degli Esteri durante il regime Baathista. È probabile che verrà condannato a morte, senza poter usufruire di un processo imparziale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77217
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Il Comitato centrale, riunitosi a seguito della conclusione del congresso nazionale del Pdci, ha rieletto segretario del partito Oliviero Diliberto. Confermate anche le cariche del presidente, Antonino Cuffaro, e del tesoriere Roberto Soffritti. I componenti della minoranza guidata da Katia Bellillo hanno deciso di non entrare nel Comitato centrale, per protestare, spiega Luca Robotti, uno dei promotori della seconda mozione congressuale, contro il «mancato rispetto del pluralismo». Nel Pdci sarà severamente vietato formare correnti e fare propaganda o assumere atteggiamenti contrari alle decisioni degli organismi ufficiali del partito. È questa la novità del quinto congresso del Pdci. Ieri sera i delegati, in seduta segreta, hanno confermato la validità della norma statutaria sul centralismo democratico. Nel suo intervento conclusivo, Oliviero Diliberto ha sottolineato che questa regola dovrà essere «assolutamente rispettata da tutti», pena sanzioni severe. Lo stesso segretario del Pdci ha ammesso che negli ultimi anni questo principio del comunismo non era di fatto più rispettato. «Fino a quando sarò segretario del partito intendo - ha sottolineato - far rispettare questa regola, anche perchè non potremo andare all’incontro con il Prc in ordine sparso. In questo dobbiamo essere tetragoni e ricordare che la nostra cultura è quella marxista e leninista». Un altro giro di vite è stato annunciato da Diliberto sul tesseramento: «I militanti che non verseranno la quota annuale verranno ‘damble’ espulsi dal partito.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77304
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Il garante Corrado CalabròImpacciata da una parte e paralizzata dall’altra. Così appare la Rai al presidente dell’Autorità garante nelle comunicazioni Corrado Calabrò e così questi la consegna all’attenzione di tutti nella relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro dell’Agcom, illustrata alla Camera. Una Rai impacciata «da un reticolo di norme amministrativo-contabili che mal si attaglierebbero a un’Amministrazione tradizionale (e che non sono affatto inscindibili dalla missione di servizio pubblico dell’ente)», una Rai «nel contempo paralizzata da spinte e controspinte politiche». La riforma della Rai resta quindi tema all’attenzione di questa nuova legislatura «come lo è stato, purtroppo infruttuosamente, nelle passate». Un tema che Calabrò definisce «importante sotto l’aspetto ideologico-politico» ed anche «urgente sul piano pratico». La Rai «non può competere - e non può nemmeno funzionare accettabilmente - impacciata, com’è», o stretta in un abbraccio fatto di spinte e controspinte politiche. È quindi «altamente auspicabile» che alla riforma della Rai si arrivi al più presto, «puntando sull’efficienza, magari enucleando e anticipando alcune norme indifferibili che coniughino il carattere imprenditoriale della governance con il perseguimento degli obiettivi di fondo di un servizio pubblico con marcate finalità d’interesse generale», svincolato appunto «dall’abbraccio dei partiti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77164
Rinvio di 18 mesi dei processi meno gravi; elenco dei procedimenti penali che dovranno essere trattati prima degli altri; uso dell’esercito per garantire la sicurezza nelle strade; aggravante della clandestinità. Sono queste alcune delle novità principali contenute nel decreto sicurezza sul quale l’aula della Camera è chiamata a votare la fiducia al governo. Corsia preferenziale per i processi Ogni ufficio giudiziario dovrà stilare, alla luce della direttiva del governo, un elenco dei processi che avranno corsia preferenziale nella formazione dei ruoli di udienza. E di queste priorità individuate, i capi degli uffici dovranno informare Csm e ministero della Giustizia. Passano in secondo piano tutti i processi che sono stati colpiti dall’indulto, che riguardano cioè reati commessi fino al 2 maggio 2006. Mentre dovranno essere celebrati subito i processi che prevedono il rito per direttissima, quelli con imputati detenuti e quelli che riguardano reati più gravi come mafia e terrorismo, incidenti sul lavoro, circolazione stradale, immigrazione clandestina. E quelli che hanno una pena superiore ai 4 anni. In più, i capi degli uffici giudiziari, nell’individuare i criteri di rinvio, dovranno tener conto della «gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l’accertamento dei fatti, nonché dell’interesse della persona offesa».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77171
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«Devono essere portati davanti alla giustizia per i loro misfatti». Nessuna indulgenza, sono parole forti quelle di Benedetto XVI, che da Sidney lancia una condanna «inequivocabile» dei preti pedofili. Ed esprime un sentimento di «vergogna» per i loro «misfatti». E una profonda «condivisione del dolore e della sofferenza delle vittime». Alle quali il Papa rivolge il suo pensiero e il suo sostegno affinché ricevano «compassione e cura». Il monito arriva durante la messa con i vescovi australiani nella St.Mary’s Cathedral di Sydney, dove il pontefice si trova per la XXIII Giornata mondiale della gioventù. Un paese quello australiano che conosce da vicino il problema della pedofilia tra i sacerdoti: secondo i dati della associazione delle vittime di abusi sessuali ‘Broken Rites’, sono già stati condannati per violenza sui minori 107 tra preti e religiosi cattolici. E altri processi sono in corso. Perciò alla notizia dell’arrivo di Benedetto XVI a Sydney le associazioni di abusati hanno cominciato a chiedere con insistenza che, analogamente a quanto ha fatto lo scorso aprile negli Stati Uniti - dove il fenomeno dei preti pedofili ha avuto portata molto ampia, portando la chiesa americana a una gravissima crisi di immagine e finanziaria - Papa Ratzinger chiedesse scusa per le colpe dei preti pedofili. Dopo aver auspicato un rinnovamento dell’intera Chiesa in Australia, il Papa ha proseguito: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77284
Giulio Tremonti«Il re è nudo, il governo sta chiamando lo sciopero». Così Carlo Podda, segretario della Funzione pubblica Cgil, commenta la notizia dei tagli di 400 milioni di euro per i rinnovi contrattuali degli statali, previsti nel maxiemendamento alla manovra.«Se si continua su questa linea - afferma Podda - a settembre lo sciopero sarà inevitabile per sostenere la nostra piattaforma e tutti i cittadini». Per il segretario della Fp infatti questi tagli non ricadranno solo sugli stipendi dei dipendenti della p.a. che si vedranno, con lo stanziamneto 2.800 milioni di euro, 8 euro lordi in più al mese per il 2008 e 60 per il 2009. Ma ci saranno anche meno servizi per i cittadini: «Con questi tagli - spiega Podda - verranno meno fondi per l’apertura dei musei la domenica, per mostre speciali e musei sotto le stelle. Ci saranno anche meno servizi nella sanità, come ha detto bene Formigoni, che non può certo essere tacciato di ostilità politica, e non saranno più finanziati progetti speciali per ridurre l’evasione, nè quelli dell’Inps per quella contributiva». Per Podda insomma è una manovra solo di tagli che si disinteressa delle conseguenze sui cittadini: «Il governo non potendo più negare l’evidenza - conclude Podda - tenta di trasformare una scelta negativa contro i dipendenti pubblici e i cittadini in una scelta virtuosa per premiare i lavoratori più produttivi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77286