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I «furbetti del cambio» colpiscono anche in città: tariffe al limite dell’usura
Ottobre 4, 2008, 5:18 pm
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Un’occhiata alla ricevuta, amara sorpresa: cambiare 20 dollari in euro significa incassarne 5 e spiccioli. Accade allo sportello del cambia valute di piazza Duomo. Motivo? Le tasse di servizio sono pari al 17,90 per cento e in aggiunta, dettaglio, c’è pure il fisso di 4,90 euro. Chiaro a tutti che il cambio non conviene e che, senza forse, è meglio pagare qualsiasi acquisto direttamente in dollari.Ma, attenzione, la musica cambia a nemmeno duecento metri. Tra corso Vittorio Emanuele e Galleria del Corso ci sono alcuni sportelli change, con tanto di scritta al neon rossa: lì le spese di servizio scendono al 10 per cento e, dunque, il cambio è assai più conveniente. E idem accade in piazzetta Pattari, dove è applicato il 4 per cento di spese generali. Negozio che non occorre però segnalare sulle guide del turismo internazionale: c’è già e le note che accompagnano la segnalazione sono davvero entusiastiche.Giudizi, valutazioni tutti positivi che si ritrovano anche per gli due sportelli di cambisti in via Cordusio e in via Cantù. In entrambi non c’è il rischio di correre brutte avventure, niente neon e non c’è traccia di cartellone elettronico che fa brillare il valore dei conii di mezzo mondo. Qui, per riportare il valore delle monete straniere in euro si usa una lavagna in ardesia nera e il gessetto bianco, mentre la ricevuta è un foglio di carta con scarabocchiati gli estremi della transazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295537


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