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Una contestazione al quadrato: sono circolati in questi giorni articoli di attacco o di appoggio al documentario Venezia 68 di Antonello Sarno (prodotto da Medusa), da 7 anni a questa parte ospite della Mostra con i suoi montaggi. Persino in sala qualcuno entra gasato e se ne va borbottando. Qualcun altro arriva preconcetto ed esce rinfrancato. Chi si sarebbe aspettato tutti questi nervi tesi? I fatti: nel maggio del ‘68 il Festival di Cannes viene annullato per volere dei registi: Francois Truffaut sale su una sedia, squarcia lo schermo con un rasoio e a nome dei colleghi dichiara la propria solidarieta’ a studenti e operai francesi in piazza. L’inaugurazione della Mostra di Venezia, il 25 agosto successivo, viene rimandata di due giorni per la protesta del movimento di cineasti e autori. Zavattini, Citto Maselli, Solinas, Faenza tra gli altri fanno schermo con il corpo. Chiedono di rivedere lo Statuto fascista ancora alla base dell’organizzazione. E dare spazio all’autorganizzazione della manifestazione. Di fatto si consuma uno scontro anche con il direttore Luigi Chiarini, socialista e studioso di cinema, sebbene si dichiari che non e’ lui il bersaglio. Del resto quell’anno aveva portato in concorso non proprio la geriatria del cinema di allora, invitando con coraggio Cassavetes e Carmelo Bene, Alexandre Kluge e Pier Paolo Pasolini. Quest’ultimo e’ consumato da un conflitto atroce: presenta il meraviglioso Teorema ma sta dalla parte dei contestatori. Cosi’ decide a malincuore di ritirarlo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78521
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Il Consiglio di amministrazione di Nie ha deliberato di affidare l’incarico di direttore responsabile de l’Unità a far data dal 25 agosto 2008 alla signora Concita De Gregorio. Antonio Padellaro firmerà il giornale fino a quella data. Questo avvicendamento è ritenuto funzionale al progetto di sviluppo e di innovazione de l’Unità soprattutto in direzione della multimedialità. Il Consiglio di amministrazione di NIE ha rivolto i suoi più vivi e non formali ringraziamenti ad Antonio Padellaro per quanto fatto per l’Unità in questi 7 anni di collaborazione ai massimi livelli. Il Consiglio di amministrazione ha infine espresso i suoi più fervidi auguri alla signora Concita De Gregorio». Anche il comitato di redazione de l’Unità augura buon lavoro a Concita De Gregorio: «La nomina del nuovo direttore, che fa seguito all’acquisto della testata da parte di Renato Soru, consente di chiudere definitivamente la fase d’incertezza che pesa da tempo sul giornale. Grazie anche all’impegno profuso dalla redazione è stato possibile mantenere aperta una prospettiva di sviluppo del quotidiano coerente con la sua storia, con la sua autonomia e con i valori di libertà, di democrazia e legalità, a difesa del mondo del lavoro e dei diritti vecchi e nuovi di cui si è fatta portatrice e che sono stati richiamati nella proposta di una Carta dei valori de l’Unità avanzata dalla redazione.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78273
Levata di scudi a difendere il leader, il premier, insomma lui, di tutti gli esponenti del centrodestra dopo l’attacco di Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi alla stregua di un «magnaccia» per le sue performance telefoniche. Per Arturo Iannaccone, deputato dell’Mpa di Lombardo, Di Pietro sarebbe «vittima di un’ossessione delirante che si traduce in un’aggressione continua a Silvio Berlusconi, fatta attraverso dichiarazioni volgari e folcloristiche che questa volta hanno superato il limite della decenza». Secondo il maître a pénser della Lega Roberto Calderoli il problema non è Di Pietro, ma Veltroni. «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri – dice il ministro delle magliette ora assegnato alla Semplificazione -. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». E anche per Fabrizio Cicchito di Forza Italia il Pd è a rimorchio di Di Pietro e «Veltroni ha messo da parte la sua piattaforma politica iniziale e che adesso per mantenere la leadership nel Pd cavalca l’antiberlusconismo ed il giustizialismo». «Il centrodestra ha la coda di paglia e attacca Di Pietro che ha l’unica colpa di chiamare le cose col loro nome». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76691