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Il Garante: troppa politica, urge riforma della Rai
Luglio 21, 2008, 9:04 pm
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Il garante Corrado CalabròImpacciata da una parte e paralizzata dall’altra. Così appare la Rai al presidente dell’Autorità garante nelle comunicazioni Corrado Calabrò e così questi la consegna all’attenzione di tutti nella relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro dell’Agcom, illustrata alla Camera. Una Rai impacciata «da un reticolo di norme amministrativo-contabili che mal si attaglierebbero a un’Amministrazione tradizionale (e che non sono affatto inscindibili dalla missione di servizio pubblico dell’ente)», una Rai «nel contempo paralizzata da spinte e controspinte politiche». La riforma della Rai resta quindi tema all’attenzione di questa nuova legislatura «come lo è stato, purtroppo infruttuosamente, nelle passate». Un tema che Calabrò definisce «importante sotto l’aspetto ideologico-politico» ed anche «urgente sul piano pratico». La Rai «non può competere – e non può nemmeno funzionare accettabilmente – impacciata, com’è», o stretta in un abbraccio fatto di spinte e controspinte politiche. È quindi «altamente auspicabile» che alla riforma della Rai si arrivi al più presto, «puntando sull’efficienza, magari enucleando e anticipando alcune norme indifferibili che coniughino il carattere imprenditoriale della governance con il perseguimento degli obiettivi di fondo di un servizio pubblico con marcate finalità d’interesse generale», svincolato appunto «dall’abbraccio dei partiti».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77164



Rivoglio il suo sorriso
Luglio 3, 2008, 3:39 pm
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Che gioia. Ingrid è libera. L’avevamo sperato mille volte ma ora la notizia finalmente arriva. Sei anni lunghissimi, sei anni che sembravano infiniti imprigionata nella foresta. Ma questa donna, che il mondo non conosceva e che ha imparato ad amare, non si è fatta piegare da una prova così dura. Con l’Unità ho condiviso anche quest’ultima campagna per la candidatura di Ingrid Betancourt al Nobel per la pace. È stata una campagna utile, perché mobilitare le coscienze è come tenere accesa una luce capace di squarciare quel buio che i suoi carcerieri volevano rendere impenetrabile attorno a lei. Per lei, ormai da anni, in tanti si erano impegnati. A Roma il suo ritratto era stato tante volte sulla grande scalinata del Campidoglio, personalmente ero stato a Caracas per manifestare coi sindaci di altre capitali per la sua liberazione e nelle mani di suo marito avevo consegnato il premio che la capitale assegna a chi è più impegnato per la pace.Ingrid ha sempre combattuto per la pace nel suo Paese, per la libertà e la giustizia per il suo popolo. E quindi l’idea di una combattente per la libertà che riconquista la propria libertà non può che riempirci di gioia. Per prima cosa mi viene da pensare alla sua famiglia: anche in questi giorni mi ero tenuto in contatto con la madre, avevo colto una grande voglia di sperare, ma anche un terribile dolore. Per lei, per il marito e i figli di Ingrid è la fine di un lunghissimo incubo, è una felicità enorme.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76811