Metto subito le mani avanti per non farmi del male. Se l’uso del grembiule viene considerato un rimedio, anche un piccolo cerottino, sulle ferite della scuola, c’è solo da ridere o da piangere. È la stessa cosa. Se invece pensiamo al grembiule come a un oggetto simbolo caratteristico di una scuola che avrà pur avuto mille problemi, ma riteneva doverosa la disciplina come un’inderogabile gerarchia di valori, allora la sua reintroduzione può essere interessante.
Il grembiule è un segnale simbolico preciso: in aula si entra per studiare, fuori si devono lasciare tutte quelle tentazioni che distraggono la concentrazione.
È un simbolo di austerità e di uguaglianza fra gli studenti: le differenze sono quelle culturali, quelle stabilite dalla conoscenza e dalla volontà di apprendere. È un simbolo gerarchico: il grembiule è la divisa della scuola, e una divisa prevede, appunto, una gerarchia di potere. Il capo indiscusso è l’insegnante. Si dirà: ma proprio da questa scemenza del grembiule si deve cominciare per riformare la scuola? Non sottovalutiamo le piccole cose simboliche che danno un significato alla nostra vita: per chi ha la mia età, il grembiule rappresenta il tempo di scuola. Così non riesco a prescindere da un ricordo personale.
Quando 45 anni fa frequentavo il liceo classico, noi maschi eravamo esentati dall’uso del grembiule; le femmine no.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273510